Soffi di sale

domenica 28 gennaio 2007

Soffi di sale






Sembra un sussurro nella nostra esistenza. Un elemento semplice e molto umile. Eppure senza sale non ci sarebbe sopravvivenza. È sciolto nel nostro sangue, aromatizza le nostre lacrime e il nostro sudore.
Sin dagli albori della storia dell'umanità il sale ha ricoperto un ruolo importante: i primi insediamenti sorgevano vicino al mare dove grazie al sole si otteneva l'estrazione del sale marino.
La raccolta del sale si è gradualmente raffinata e la preziosa sostanza ha cominciato poi ad essere trasportata dai centri di produzione sino ai luoghi di consumo lungo le mitiche vie del sale. Per centinaia di chilometri l'oro bianco veniva trasportato con fatica attraverso il deserto del Sahara; dalle saline del Mediterraneo compiva percorsi verso tutto il resto dell'Europa per raggiungere coloro che lo attendevano proprio come se fosse oro. Non increspate le labbra in un sorriso leggendo quest'espressione. Solo da poco tempo il sale è un bene comune di scontata reperibilià; prima del XX secolo il suo bisogno universale ed eterno si scontrava con la difficoltà di possederlo.
Il sale era infatti indispensabile per conservare gli alimenti. La conservazione del cibo attraverso la salagione, in particolare del pesce e della carne era già nota ai fenici e agli egiziani. I soldati e i magistrati romani ricevevano il loro compenso in grani, vino, olio ma soprattutto sale da cui deriva l'espressione salario, rimasta immutata.
Senza sale non ci sarebbero formaggi, salumi, pane, conserve... Senza contare l'attuale impiego massiccio nell'industria.
Data la sua fondamentale importanza il sale fu monopolizzato dal potere politico a scapito del benessere delle popolazioni. L'invenzione della gabella sul sale portò il prezzo del bene ad essere gonfiato artificialmete anche del 300% nel corso del secoli provocando miseria, frode e contrabbando. I sovrani e gli stati stritolarono i popoli nella morsa del sale in base alle loro esigenze economiche, provocando reazioni durissime. Tra i motivi dello scoppio della Rivoluzione francese c'è proprio l'aumento della gabella sul sale. Un' altra risposta pacifica ma ferma è stata attuata dal Mahatma Ghandi con la marcia del sale. Raccogliendo una manciata di cristalli sulla spiaggia sintetizzò l'inizio della fine del monopolio del sale imposto dalla Gran Bretagna e di conseguenza della sua dominazione.






Il sale è nella nostra cultura declinato in detti, proverbi, piccoli riti scaramantici; nella religione e nell'arte è carico di significati simbolici.
Tra pochi mesi a Napoli prenderà vita la I edizione di Saltexpó, una mostra volta a promuovere e riscoprire la cultura del Sale declinata attraverso tutti questi aspetti culturali e naturalmente anche gastronomici.
L'ispirazione del blog germoglia in grembo a questa iniziativa per collezionare conoscenze su qesto tema affascinate e vastissimo e gustare nuovi sapori salaci. Dimenticate il sale fino da tavola sbiancato chimicamente; la Terra ci offre puro sale rosa dell' Himalaya, sale nero di Cipro, sale rosso delle Hawaii e Fleur de sel della Camargue e sale bianco di Bali, sale rosa della Bolivia, dell'Australia... E i Soffi di sale?
Sono un frutto della terra siciliana. Gode infatti di questo nome poetico il sale raccolto nelle saline Ettore e Infersa tra Trapani e Marsala. Cristalli di sale non sbiancati, naturali. La differenza dal punto di vista nutrizionale e del gusto è lampante.